#Racconto

Un’auto si allontana lungo una strada stretta e senza uscite laterali; solo in fondo – mescolato al riflesso del calore sull’asfalto – sembra esserci l’imbocco verso un’altra via, più grande. I tuoi passi – i primi lentissimi e farraginosi – risuonano nel silenzio del primo pomeriggio di un giovedì di metà luglio; vieni trasportato a fatica dalle tue gambe mentre il caldo ti ammanta la testa e le spalle. C’è qualcuno che urla al telefono e quel rumore sembra violare il tuo silenzio, rappresentazione di un’assenza che pare profonda e inconcepibile. Ti volti e la macchina è già lontana, inevitabilmente; non si parte mai per tornare come quelli di prima. Perché anche i luoghi non sono mai gli stessi: le città mutano. Cambia il loro profumo e gli angoli rispecchiano quello che gli passa a fianco.

Una viuzza pedonale, sulla destra, ti riporta a casa e controlli te stesso da fuori, ti guardi come fossi capace di avere gli occhi degli altri. I tuoi sono impegnati a non perdere il contatto col terreno che un po’ si sfalda e ti strattona.

Ora è notte, di nuovo come ogni sera. Te sei affacciato alla finestra e guardi quella strada stretta e senza uscite laterali nella quale un’auto, prima, si è allontanata scomparendo. Ti rimane addosso la calma placida di un luogo famigliare a cui ti sembra sempre più di non saper dire ciò che sei. Perché – forse – non lo sai nemmeno te, bene, cosa sei e dove te ne stai andando. L’auto che si è allontanata sapeva dove andare, e ha raggiunto la sua destinazione ma te non sarai mai un’auto che affronta strade strette e senza uscite laterali. Tu sei mille cose insieme e per far sì che nessuna soffochi asfissiata dalle altre, con molta probabilità, devi saper coltivare l’equilibrio.

Fra poche ore sarà di nuovo giorno, e dopo un po’ sarà nuovamente notte. E tante altre auto si allontaneranno dal tuo sguardo, a volte gonfio di lacrime che cadono a terra, altre volte sollevato e sorridente come quando d’estate arriva la sera e l’aria si fa fresca, ti accarezza la pelle e ti aiuta a rimanere in piedi.

Saverio Mariani

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